Festa delle Muse

20 marzo 2011
Katane Palace Hotel, Catania

La VII edizione della “Festa delle Muse” si è svolta con Euterpe, Musa del Suono del Flauto,
Melpomene, Musa della Tragedia, e Talia, Musa della Poesia Pastorale.
Al principio, sulla scena buia, Euterpe ha intonato col flauto una mesta melodia per introdurre Melpomene.
A rappresentare la musa della tragedia, come nell’antica Grecia, si è innalzato un coro disperato di voci: il coro delle donne malate di LAM, che hanno urlato il dramma della loro vita, passione e morte. Le prime voci hanno annunciato al pubblico il sogno di maternità stroncato dalla LAM, altre hanno risposto col trapianto di polmone che restituisce un barlume di speranza e sopravvivenza, è seguito il soffio delle voci ancora in lista d’attesa per il trapianto e il respiro affannato di quelle in ossigenoterapia; poi, come un’ eco lontana, il suono quasi impercettibile degli spiriti: sono le donne sconfitte dalla malattia, che hanno sussurrato la loro morte prematura… e un’ ultima giovane voce ha gridato il suo desiderio di vita e ha invocato il nostro aiuto e il sostegno della ricerca scientifica perché il suo destino si compia al di fuori della LAM, nell’attesa del “nuovo giorno”, quello della guarigione.
E in risposta alla fiduciosa attesa delle donne malate, si è acceso Il Mattino di Grieg, con Euterpe che è ritornata sulla scena che si è illuminata “al sorgere del sole” e della speranza.
La musica ha aperto la porta alle “poesie pastorali” di Emily Dickinson che ci hanno condotto ad ammirare la bellezza della natura che ci circonda, fatta di piante, fiori e animali, sole, tramonti e stelle, vento, pioggia e concludendo ciclicamente il momento poetico di Talia e richiamando, al tempo stesso, il tema principale della Festa delle Muse, svelare il mistero della LAM, cioè trovare una terapia valida per una patologia ancor oggi “orfana”.
Dopo l’avvicendarsi delle tre muse, a chiusura della serata, si sono alternati una serie di strumenti - arpa celtica, flauto, chitarra, pianoforte, violino – con musiche tradizionali irlandesi, shoros e musiche di Tosti e Massenet.